Quando per la prima volta sentii parlare del pull apart bread, ormai quasi 10 anni fa, rimasi folgorata. Un lievitato formato da tante palline giustapposte, che dopo la cottura sono unite ma si staccano facilmente, come se il pane fosse già porzionato. Pull apart bread in effetti significa proprio questo, un pane da “strappare” con le mani e gustare insieme agli amici, in uno spirito di condivisione e di festa, perfetto anche per la tavola di Natale o per una ricorrenza particolare.
Il mio primo pull apart bread ancora lo ricordo, era strepitoso: condito con cavolo nero e pecorino toscano, mi è rimasto nel cuore, anche perchè era uno dei primi lievitati che facevo e fui quasi incredula di quel risultato. Avevo trovato la ricetta dal mitico Cavoletto di Bruxelles, che fu apripista di ogni blog di cucina che si rispetti. Peccato che da diversi anni non viene più aggiornato, ma continua ad avere tante splendide ricette da cui trarre ispirazione e vi consiglio di farci un giretto.
Negli anni ho replicato varie volte quel pull apart in versione toscana ed ha sempre avuto successo, ma quella del pull apart bread è una ricetta che si presta facilmente alle variazioni, visto che può esser condito con tutto quello che vi passa per testa, o quasi.
Un nuovo pull apart bread
Oggi ho deciso invece di preparare un pull apart bread più neutro, ottimo come accompagnamento per salumi, ma anche piatti con un bel sughetto da raccogliere. L’impasto di questo pull apart bread prevede sia acqua che una bevanda di riso e mandorla, che lo rende profumato e dal gusto morbido, quasi impercettibilmente dolce. Ad insaporirlo, erbe aromatiche all’interno e una pioggi di semi misti in superficie, che lo rendono anche più festoso alla vista.
Il malto d’orzo in polvere aiuta la lievitazione e conferisce un bel colore ambrato, ma non è indispensabile. Potete ometterlo o magari sostituirlo con un cucchiaino di miele. Come mi capita spesso, anche in questa ricetta ho usato una parte di farina di tipo 1, meno raffinata, che secondo me gli dà un sapore più pieno e un colore più caldo. Il pull apart bread si conserva bene per un giorno o due, ma se dovesse durarvi più a lungo è ottimo leggermente tostato e spalmato di burro.
Mescolate le due farine e il malto d’orzo nella ciotola dell’impastatrice.Sciogliete il lievito nel latte appena tiepido e versatelo nella ciotola. Unite anche l’acqua, l’olio e le erbe aromatiche e azionate l’impastatrice, con l’attacco a gancio. Iniziate per un minuto a bassa velocità, poi aumentate fino a velocità medio alta, per 6-7 minuti. Quando tutti i liquidi sono stati assorbiti, unite anche il sale e proseguite.Se non avete l’impastatrice o volete impastare a mano, il procedimento è identico.Quando l’impasto sarà omogeneo e liscio, sistematelo in una ciotola ampia, leggermente unta d’olio, copritelo con pellicola e fate lievitare in un luogo al riparo dalle correnti d’aria fino al raddoppio (circa 3 o 4 ore).
Riprendete l'impasto, sgonfiatelo e rovesciatelo sulla spianatoia leggermente infarinata.Dividetelo in 15 pezzi da 55 g l’uno, circa e formate altrettante palline, arrotondando l’impasto sulla spianatoia.Via via che formate le palline, sistematele in una teglia da forno di 22 x 22 cm leggermente unta di olio, in maniera tale che siano strette le une alle altre.Coprite con un canovaccio e fate riposare 40-45 minuti.
Accendete il forno a 190 °C (modalità statico).Rompete l’uovo in una ciotolina e sbattetelo con il latte.Spennellate delicatamente la superficie del monkey bread con l’uovo e cospargete ogni pallina con semi diversi. Cuocete per 25-30 minuti, finchè la superficie non è dorata.Sfornate e aspettate almeno un paio d’ore prima di consumarlo.
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Grazie per le tante belle ricette.
Grazie a te per questo graadito riscontro 🙂