Ho sempre pensato di aver un pessimo intuito. Lo penso ancora, in verità, anche se sono sempre più frequenti gli episodi che mi smentiscono. Spesso mi è capitato di provare immediata “scarsa simpatia” per alcune persone, ma ho sempre cercato di mettere da parte questa sensazione, forse per buonismo (bruttissima cosa della quale mi sto liberando), forse per non essere preda di pregiudizi. Rispondevo ad un innato sospetto imponendomi una buona disposizione d’animo, quasi a voler cercare a tutti i costi i lati positivi della persona in questione. Ma il tempo è un grande rivelatore e molte volte le mie impressioni iniziali si sono rivelate fondate. Non pregiudizi (o giudizi affrettati), ma buone intuizioni.
“E quindi?”, direte voi. Quindi nulla. Anche perché, per me, è impossibile capire quando le intuizioni sono giuste e quando no. Semplicemente, a volte, è sbagliato insistere per farsi piacere qualcuno a tutti i costi. Se ti senti respinta, se le sensazioni non sono positive, forse è semplicemente perché quella persona non ti è congeniale. Meglio dirigere le energie altrove, e lasciare che le cose vadano come è naturale, senza forzature. Nel mondo siamo tanti, ci mancherebbe che dovessero piacerci tutti. E viceversa, ovviamente.
Tornando a cose serie, finalmente ho riacceso il forno e mi sento di aver ritrovato un vecchio amico. La separazione forzata è finita, e la felice ricongiunzione è stata celebrata con un semplice ma confortante plumcake, in cui sono finite le ultime albicocche della stagione. Ero partita per rifare una vecchia ricetta del blog e sostituire le foto, ma ho voluto fare degli aggiustamenti e ne è uscita fuori una cosa ben diversa, e quindi un altro post. Nel vecchio resteranno quelle foto tremende, pazienza.
Se per caso qualcuno fosse a dieta, poi, sappia che qui c’è molta frutta ma niente burro né olio (e relativamente poco zucchero) quindi potete mangiarla tranquilli. La lavanda è solo per dare un’aroma in più, ma andateci cauti, perché l’effetto profuma-biancheria è dietro l’angolo. Se temete, potete anche ometterla. Come tutti i plumcake, si conserva diversi giorni, si fa mangiare benissimo a qualsiasi ora del giorno ed è molto soffice e umido grazie alla presenza della frutta.
Lavate le albicocche, privatele del nocciolo e tagliatele a pezzi di circa 2 cm. Infarinatele leggermente.
Separate i tuorli dagli albumi.
Sbattete vigorosamente i tuorli e lo zucchero con una forchetta per un minuto.
Unite la ricotta, lavorandola bene con la forchetta per avere un composto omogeneo.
Aggiungete la farina e il lievito setacciati insieme e poi gli albumi montati a neve, mescolando delicatamente con una spatola. Unite infine due terzi delle albicocche, sempre mescolando delicatamente.
Rivestite di carta da forno uno stampo da plumcake della capacità di 1 litro e versatevi il composto, versando sulla superficie il resto delle albicocche.
Cuocete a 180° c per 45-50′ circa. Sfornate e cospargete la superficie con i fiori di lavanda frantumati.
L’intuito è una cosa importantissima… io confesso di farne largo uso, spesso mi sono trovata in mezzo a spiacevoli situazioni per non averlo ascoltato a sufficienza… Ma l’importante che ad esse si possa porre rimedio… Questo dolce è favoloso… io adoro la ricotta sopratutto nei dolci (da siciliana del resto lo porto nel DNA)! A presto LA
Se gli episodi che ti smentiscono sono vieppiù meno vuol dire che la tua abilità si è affinata, un po’ come il palato con i dolci e i vini 🙂 . Sì io credo davvero che occorra ascoltarsi di più. Anzi parto da prima: imparare a farlo ché non è facile.
E a proposito di abilità altre che si affinano, le tue foto e i tuoi dolci ne sono testimonianza. Loro insieme alle tue parole a me regalano sempre delle belle sensazioni, di ritmi rallentati e assoporati, di momenti gustati veri incluso i tuoi “difetti” di cui ci racconti, o di quelli per noi impercettibili dei tuoi piatti. Insomma tutto questo per dire che quando vengo da te io mi ci trovo bene, accolta forse perché mi arrivi tu in qualche modo. Ecco. Bacio Alice!
Infatti…prima di tutto è necessario imparare ad ascoltarsi, invece che farsi sovrastare delle voci degli altri. Grazie per le tue parole sulle foto! E’ quello che mi piacerebbe, trasmettere emozioni vere, non fare foto perfette ma asettiche e che non comunicano nulla. E se qui ti senti accolta non posso che esserne felice 🙂
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L’intuito è una cosa importantissima… io confesso di farne largo uso, spesso mi sono trovata in mezzo a spiacevoli situazioni per non averlo ascoltato a sufficienza… Ma l’importante che ad esse si possa porre rimedio… Questo dolce è favoloso… io adoro la ricotta sopratutto nei dolci (da siciliana del resto lo porto nel DNA)! A presto LA
Io invece non lo ascolto mai, convinta di non averne…ma invece la sa più lunga di me! 😀
E la ricotta nei dolci è super! 😉
Se gli episodi che ti smentiscono sono vieppiù meno vuol dire che la tua abilità si è affinata, un po’ come il palato con i dolci e i vini 🙂 . Sì io credo davvero che occorra ascoltarsi di più. Anzi parto da prima: imparare a farlo ché non è facile.
E a proposito di abilità altre che si affinano, le tue foto e i tuoi dolci ne sono testimonianza. Loro insieme alle tue parole a me regalano sempre delle belle sensazioni, di ritmi rallentati e assoporati, di momenti gustati veri incluso i tuoi “difetti” di cui ci racconti, o di quelli per noi impercettibili dei tuoi piatti. Insomma tutto questo per dire che quando vengo da te io mi ci trovo bene, accolta forse perché mi arrivi tu in qualche modo. Ecco. Bacio Alice!
Infatti…prima di tutto è necessario imparare ad ascoltarsi, invece che farsi sovrastare delle voci degli altri. Grazie per le tue parole sulle foto! E’ quello che mi piacerebbe, trasmettere emozioni vere, non fare foto perfette ma asettiche e che non comunicano nulla. E se qui ti senti accolta non posso che esserne felice 🙂
Ricetta particolare davvero, e molto invitante!
Grazie!! 🙂
Adesso dovrò sconfiggere la pigrizia! Un plumcake così lo merita sul serio e le foto sono complici! Ambiente ed eleganza: 10 e lode!
Grazie Viv! Ci tenevo tanto a queste foto 🙂