Il rientro dalle ferie è sempre difficile… E con questo non dico nulla di nuovo. Torno con tanti buoni propositi e il giorno dopo sono la stessa identica di quando sono partita. Ma c’è di buono che, sebbene le mie siano terminate, la maggior parte delle persone deve ancora partire e l’estate è nel suo pieno. La città è già parzialmente svuotata, il traffico è sensibilmente diminuito, i ritmi sono più rilassati. E anche a casa si sta bene, dopo tutto. Il mio proposito sarebbe quello di prendermi più tempo per leggere, per approfondire. Per fare le cose con cura e concentrazione, tutte, anche le più semplici. E di stare più lontana possible dai social, che sono ormai una malattia del nostro tempo. Non so quanto ci riuscirò, ma voglio provare.
Prima che mandiate in ferie anche i vostri forni (il mio continuerà a lavorare, ormai si è rassegnato), vorrei condividere con voi una ricetta che ho trovato strepitosa: i financiers. Sono piccoli dolci a base di polvere di mandorle e albumi, più burro e zucchero, ovviamente, altrimenti non sarebbero francesi. La farina è presente solo in minima parte e, a volte, parte delle mandorle è sostituita dalle nocciole. La farcitura si presta a ogni tipo di personalizzazioni.
La particolarità principale consiste nell’uso del burro nocciola (beurre noisette), cioè burro fatto cuocere lentamente fino a raggiungere una colorazione marroncina; prima di utilizzarlo deve essere filtrato in un colino, per depurarlo da impurità e particelle che possono essersi bruciate. Conferirà un delizioso gusto, vagamente caramellato e tostato.
Come molti dolci simili, i financiers nascono in un convento, quello delle suore Visitandines(o dell’Ordine della Visitazione) di Nancy, intorno alla metà del Seicento, e infatti in origine si chiamavano proprio visitandines, e non financiers. La ragione ufficiale della loro invenzione è che servivano a smaltire gli albumi in eccesso (sembra che i tuorli venissero usati per la pittura) e che sostituissero i pasti nei periodi di magro, esattamente come viene raccontato per i quaresimali, i brigidini e altri dolci a base di albumi nati nei conventi. A me è sempre sembrata una gran stupidaggine e continuo a pensare semplicemente che le monache, essendo pur sempre donne, amassero così tanto i dolci da inventare ricette deliziose, che si sono tramandate nei secoli e continuano a far parte della nostra tradizione gastronomica.
Quale che sia la verità, per alcuni secoli i visitandines – in origine di forma ovale – non riscossero successo e furono quasi abbandonati: in tempi di congiure e avvelenamenti, infatti, i dolci a base di mandorle non erano molto amati, dato che potevano mascherare l’eventuale presenza di cianuro.
Intorno al 1890, un pasticciere di nome Lasne avrebbe rilanciato i visitandines in una nuova veste: la sua bottega era accanto alla Borsa di Parigi e i clienti più assidui erano proprio gli uomini d’affari, che volevano gustare un dolcetto senza sporcarsi le dita. Per questo, Lasne dette loro la forma di un lingotto e ne cambiò il nome in financiers, decretandone il futuro successo. Ancora oggi i financiers fanno parte dei petit four, assortimento di piccoli dolci che vengono serviti dalle migliori pasticcerie per l’ora del tè, ma conservano sempre un’aura desueta e raffinata che li distingue dagli altri. Impossibile resistere.
In un pentolino dal fondo spesso, fate fondere il burro e continuate a farlo cuocere a fuoco bassissimo fino a quando non assume un colore dorato e sul fondo si formano della piccole macchie scure leggermente bruciate. Spegnete, filtrate con un colino a maglie fitte e mettete il burro fuso ottenuto in un recipiente, che metterete a bagno in acqua fredda.
Mescolate le farine con il sale e lo zucchero a velo, aggiungete gli albumi leggermente sbattuti ed amalgamate con una forchetta. Unite poi 100 g di burro fuso a filo, mescolate e versate il composto in stampini di silicone. Devono avere un’altezza di 2,5 cm circa.
Disponete in superficie delle more o delle fettine di albicocca e infornate a 180°C per 20-25′ (dipende dalle dimensioni degli stampini).
Note
ehm, avrete notato che i miei non hanno forma di lingotto. Ho usato quello che avevo, dei semplici stampini da muffin, ma la bontà non ne ha risentito.
potete usare anche solo farina di mandorle o solo di nocciole, rispettando la quantità totale di 70 g.
invece della farina di mandorle e di nocciole io sono partita dallo stesso peso di frutta secca, che ho prima tostato per 4-5 minuti nel forno a 220°C funzione grill e poi tritato con il mixer.
manca la foto dell’interno. Devo essermi distratta un attimo tra un assaggio e l’altro…
Anche noi già abbiamo fatto (parte del)le vacanze e ci piace un sacco avere ancora un mese e mezzo almeno d’estate davanti a noi. E poi rallentare i ritmi senza attendere troppo fa anche bene.
Bellissima la storia dei financier, ottima ricetta.
Ne avevo sentito in giro o addirittura forse la prima volta nella torta verde di Knam e quindi da te trovo uno splendido articolo che mi incanta sull’origine e mi fa sognare sul sapore.
Deliziosi! Grazie 🙂
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Sono conquistata dall’aspetto di questi dolcetti, voglio provare assolutamente a farli! 🙂
Non sono leggeri. Ma sono buonissimi! 😀
Anche noi già abbiamo fatto (parte del)le vacanze e ci piace un sacco avere ancora un mese e mezzo almeno d’estate davanti a noi. E poi rallentare i ritmi senza attendere troppo fa anche bene.
Bellissima la storia dei financier, ottima ricetta.
Fabio
Grazie Fabio! Allora, buon riposo anche a voi!
Ne avevo sentito in giro o addirittura forse la prima volta nella torta verde di Knam e quindi da te trovo uno splendido articolo che mi incanta sull’origine e mi fa sognare sul sapore.
Deliziosi! Grazie 🙂
Grazie a te cara Mile! La ricetta non è d’autore ma era molto buona lo stesso 😀